BAD BOY SCOUT 1990 – (Capitoli 8,9,10,11)

8. Campo estivo – la morte arriverà e avrà un fazzolettone al collo

Il primo risveglio è addirittura peggio di quanto potessi mai immaginare.

Un branco di stronze maledette raggiunge, in silenzio, il vostro angolo, per poi dare inizio a un frastuono del diavolo. Si aiutano con pentole, padelle, coperchi e tutto quello che, percosso, produce un rumore fastidioso. Non contente, cantano una cazzo di canzone scout che invita ad alzarsi, al chiarore del mattino. Tu sei intrappolato nel tuo sacco a pelo a mummia, dentro una tenda di un metro per un metro, con altri tre trichechi maleodoranti. Una di queste insopportabili creature, percuote la sua pentolaccia da strega proprio di fianco al tuo padiglione auricolare, e tu sei in un momento in cui la coscienza è in fase di risveglio. Dai libero sfogo all’istinto e una raffica letale di maledizioni e profanazioni verbali esce dalla tua bocca impastata. La tua voce rauca riesce a interrompere, solo per una frazione di secondo, il frastuono esterno che riprende ancora più assordante.

Esci dalla tenda, alla luce del sole, i tuoi occhi sono iniettati di sangue e hai l’unico desiderio di uccidere qualcuno.

Intanto la squadriglia femminile, addetta, per quel giorno, alla sveglia, si defila tra i cespugli, proseguendo altrove, con altre vittime, la satanica missione.

Non può essere, ti dici.

Invece è.

Vuoi una lista di nomi e cognomi delle cagne che ti hanno sfregiato l’anima, in un momento delicato come il risveglio. Cazzo, non ti sta bene.

Afferri il primo bastone a portata di mano e colpisci un picchetto della tenda che si stacca da terra, vola in linea retta per due metri circa e, incredibilmente, si conficca come un dardo nella corteccia di una grossa quercia.

I trichechi anziani ti guardano, tra il meravigliato e il preoccupato. Alla fine è lo scout che c’è in loro a prevalere e intervengono per calmarti. Ti dicono che avrai l’occasione di rifarti quando toccherà a voi svegliare tutti gli altri.

A te, non te ne fotte un cazzo.

Puoi anche essere un pezzo di merda ambulante ma rispetti il sonno altrui. Il sonno è sempre stato sacro per te.

Non sei consolato, non sei tranquillo.

Insieme a tutti gli altri trichechi, ti rechi al cerchio mattutino per fare colazione con il resto del reparto.

Indossi i tuoi occhiali da sole, neri e quadrati, come quelli di John Belushi nel film The Blues Brothers. Biba ti vede e chiede gentilmente di togliere gli occhiali da sole.

Gli scout non nascondono gli occhi al prossimo.

Tu emetti dei mormorii gutturali, sembrano un po’ una caffettiera in ebollizione e un po’ il verso di avvertimento di un animale pericoloso, pronto a mordere.

Lei non capisce il linguaggio degli animali, la cretina con la bava alla bocca.

Non ce n’è per nessuno, questa mattina.

Hanno fatto il danno, con le loro pentolacce e con la loro canzone insopportabile, ti dici, e adesso, anche voi, per dio, ne subite le conseguenze.

Non le mostri il dito medio, solo perché lei chiede spiegazioni a Scienziato con lo sguardo.

Lui, cortese e protettivo come sempre, le fa segno di stare calma, niente di grave, ma lasciamolo un attimo in pace.

Biba si fida di Scienziato come della spirale che ha infilata nella vagina e sposta la sua attenzione su altri scout, da correggere e bacchettare.

Ringrazi Scienziato.

Polpaccio ti dà una pacca sulla spalla e, da buon vice, tenta di tirarti su il morale, con i suoi sorrisoni a tutta gengiva e il suo simpatico balbettio.

Ti sforzi di concedergli un sorriso in risposta ma lui non ti conosce abbastanza bene da sapere che puoi covare la tua rabbia e colpire quando tutti meno se lo aspettano.

Continuate a costruire roba.

Coprite la zona comune del fuoco con dei teloni cerati, edificate un alzabandiera dove, tutte le mattine, celebrate una piccola cerimonia.

A te basta il tuo, di alzabandiera mattutino, e non capisci perché avete dovuto legare e innalzare pali per ottenere una struttura, a tuo modo di vedere, totalmente inutile.

Costruite un portale di accesso al campo.

Un portale.

Ti vengono in mente le gag dei film comici, c’è sempre questo attore alle prese con una porta. Intorno alla porta il nulla. Invece di passare ovunque, l’attore si impunta a voler attraversare, per forza, quella porta, senza pareti laterali ad ostacolarlo.

La stessa cosa del vostro cazzo di portale scout.

Solo che questo, ovviamente, è fatto di pali di legno, di varia lunghezza, corde che tengono insieme i pali, e nient’altro. Perfettamente eco-sostenibile ma, come l’alzabandiera, perfettamente inutile.

Irritante quasi, quando ti si fa notare che, adesso che l’avete costruito, sarebbe meglio passarci attraverso.

Tu lo eviterai come fosse la scala più porta sfiga del mondo, come se ne andasse della tua stessa vita.

Perfino Felicia, sempre immerso nei suoi pensieri proiettati ad un futuro di successi accademici e buona società, si accorge che il tuo umore è nero come il buco del culo di un gatto nero.

Tutti tentano di farti tornare il sorriso.

Tutti gli anziani ovviamente.

Flemma vorrebbe aiutarti ma ha già i suoi problemi di adattamento. Lo capisci. Baffone, invece, sembra quasi godere della tua instabilità emozionale. Si vanta di essere il più scout tra i nuovi arrivati. Povero coglione, vantarsi per quello, suona come la cosa più stupida che tu abbia mai sentito. Ti trattieni da infilargli un palo da costruzione in un orifizio a caso e gli fai capire con lo sguardo quanto sia profondo il tuo disgusto.

Mediti di fuggire dal campo estivo.

Sono passati tre giorni e dubiti che la situazione possa migliorare. Anzi. Prima o poi, toccherà anche a voi trichechi animare il fuoco serale e tu preferiresti essere già lontano. Appena concedono un po’ di tempo libero, decidi di raggiungere il villaggio dove vi ha lasciato il pullman. Flemma e Baffone ti si incollano al culo. In questo modo è impossibile tentare la fuga, senza condividere l’intento o essere scoperto. Vuoi evitarlo. Intanto andate al bar. Compri una bibita e un gelato. Baffone, dopo un po’, comincia ad avere la coscienza che fa i capricci e suggerisce di tornare. Quello che state facendo non gli sembra molto scout.

Infatti, state facendo una cosa normalissima e non da psicopatici masochisti.

Tieni questa considerazione per te e ti avvii, insieme ai tuoi compagni, verso il portale che ti introdurrà, nuovamente, in quell’incubo chiamato campo estivo.

Una volta tornati, scopri che Baffone aveva ragione da vendere.

Siete accolti come marziani.

Dove siete stati?

Al paese.

Perché ci siete andati?

Perché avete detto che avevamo un po’ di tempo libero.

Non è questo il modo in cui gli scout passano il loro tempo libero.

Non potevamo saperlo, dovevate specificare.

Tenti di difenderti da accuse che ti sembrano ridicole.

Alla fine, ti viene suggerito di passare il tempo rilassandoti, nell’angolo della tua squadriglia, raccogliendo legna per il fuoco, intagliando o, se proprio vuoi ascoltare il tuo walkman, in questi momenti, puoi farlo. A patto che tu rimanga assolutamente nei paraggi.

Che palle, pensi.

Non potevi immaginare modi più noiosi per passare il tempo libero. Nemmeno estati così pessime. D’altronde sei a un campo scout. Se fossi stato un ragazzino tranquillo e ubbidiente non saresti mai venuto a contatto con questo mondo. Ora sconti la tua pena.

Quella sera stessa vieni messo ulteriormente in imbarazzo davanti a tutti. Biba ci tiene a condividere con il reparto intero il deplorevole accaduto, in modo che possiate essere d’esempio per quello che mai deve essere fatto, quando si è con gli scout.

Non riesci a vergognarti quanto, probabilmente, dovresti.

Non ti sembra di aver fatto niente di male. Qualcuna delle ragazze sorride per la tua intraprendenza. Scorgi alcuni giovani, tra i delfini, che ti lanciano un cenno di approvazione. Alla fine, ti dici, anche loro sono ragazzi più o meno come te. Biba e Benito non possono comportarsi come persone normali. E’ il loro ruolo che lo pretende. Devono essere l’esempio risibile della perseveranza scout. Perseverare è diabolico, ti era spesso stato detto.

Ma perseverare a comportarsi come deficienti, con un fazzolettone al collo e una divisa, pregando almeno tre volte al giorno, ballando canzoni…

Sei stanco di continuare a pensarci.

Lasci perdere.

Veramente.

In qualche modo ti arrendi. Non puoi fare altro.

Quando ti troverai in circostanze migliori, tramerai la tua tremenda vendetta ma, ora, ti dici di sopportare stoicamente.

E’ buio pesto, stai dormendo dentro la tenda e vieni svegliato da una torcia elettrica che punta dritto negli occhi.

Sono il tuo capo e il tuo vice, con loro c’è Felicia.

Pensi vogliano farti capire, in modo più efficace, che non devi creare problemi. Non te l’aspettavi da loro ma non ti sembra poi così strana come reazione. Eppure, sfoderano il solito sorriso cordiale e rassicurante.

Gioco notturno, ti dicono.

Le sorprese non finiscono mai.

Sei in squadra con alcune ragazze carine, il buio e il sonno rendono loro più interessanti e tu meno intimidito. Noti che, dopo l’episodio della sortita al paese, hai addirittura qualche sostenitore. Pensavi di essere ostracizzato dal gruppo, trattato come un appestato, portatore di vergogna e invece qualcuno ti capisce e ti sostiene nelle tenebre.

Il giorno seguente ci si alza un po’ più tardi.

La solita canzoncina insopportabile ma clemenza nell’uso delle percussioni.

E’ il momento di mostrare, ai capi reparto, cosa avete progettato, prima di partire per il campo, in previsione di agevolare e rendere più comoda la vostra residenza boschiva. Avete preparato tutto il necessario per creare una doccia calda. Va detto che, finora, vi siete arrangiati alla meglio, con le acque della pozza fangosa che stagna vicino al campo. Utilizzate saponi rigorosamente ecologici ma soprattutto non vi lavate molto spesso. Ora, voi trichechi, avete l’opportunità di farvi una vera doccia calda.

Nella tua testa i vantaggi potrebbero essere infiniti. Dal farsi pagare per accedere alla doccia, al concederla gratuitamente, alle ragazze più belle e generose. Intanto cominciate l’assemblaggio dei componenti. Una vasca di raccolta posta in posizione elevata, un tubo che porta l’acqua attraverso un sifone. Felicia si occupa di accendere il fuoco sotto il sifone. Un altro tubo ridiscende fino al soffione, da cui uscirà la tanto agognata acqua calda.

Siete già tutti in costume da bagno.

Arrivano Biba in accappatoio e Benito, con un asciugamano sotto braccio. La vista di Biba in accappatoio smorza un poco il tuo entusiasmo ma ti concentri sulla doccia e dai il tuo contributo per terminare la sua realizzazione.

Tutto è pronto.

Biba vuole essere la prima.

Rimane in costume da bagno e si posiziona sotto il soffione. Comincia a mimare quella che dovrebbe essere una doccia sexy, purtroppo, vista la protagonista, suscita l’effetto opposto. Biba guarda in alto e niente, non esce una sola goccia d’acqua. Fa un passo per rimettersi l’accappatoio e, proprio in quel momento, un getto di vapore ustionante sbuffa attraverso il soffione.

Tutti fate un balzo indietro.

Felicia smorza il fuoco sotto il sifone.

Insomma, Benito e Biba hanno lasciato il vostro angolo delusi. Hanno diffuso la notizia presso le altre squadriglie e voi vi siete giocati i benefit.

Non siete nemmeno riusciti a ustionare Biba.

Dopo un’ora e mezza di tentativi, l’acqua esce tiepida dal soffione ma non interessa più a nessuno.

A te sì, però.

Sei un tipo che ci tiene all’igiene personale e ti sei rotto di poterti lavare giusto le estremità degli arti, la faccia e i denti.

Ti metti sotto la doccia tiepida e ti lavi con accuratezza certosina. Provi un certo gusto, lo notano anche i tuoi compagni, vogliono imitarti al più presto.

Lasci loro posto e ti asciughi, così, in mezzo alla natura, come un animale selvatico. Ti togli di dosso terra e untume. Poco importa se le cimici faranno in fretta a maleodorare i tuoi indumenti.

Poco importa se la doccia richiede più tempo per la preparazione che per il lavaggio.

Poco importa, se l’acqua è finita e vi siete riusciti a lavare in tre su sette.

Giunge il vostro turno di animare il fuoco serale.

Vorresti riuscire a evocare quei momenti e la tua performance recitativa, anche a distanza di anni, così da poterla raccontare ai tuoi nipotini quando sarai nonno.

Purtroppo è stato tutto rimosso da un meccanismo mentale difensivo.

Pazienza.

C’erano scenette pietose, bans penosi e battute da prima elementare.

Questo è tutto.

C’è il tempo per fare un’uscita di squadriglia, anche al campo estivo.

La chiamano hike.

Avete riempito i vostri zaini e siete partiti a piedi verso le cime delle montagne circostanti. Benito ha dimostrato di essere il solito esagerato, vi ha imposto un cammino lungo e faticoso. Conta molto sulle vostre doti atletiche, ha detto a Scienziato.

State ancora camminando nel nulla quando vi coglie la notte. Dormite in un prato, con l’erba più alta di voi, in mezzo alle cicale e ai ragni.

Tornati al campo, scopri che esiste anche un hike per i soli scout anziani. Partiranno in solitario. Le ragazze potranno riunirsi per la notte.

Scienziato, Polpaccio e Felicia vi lasciano nelle esperte mani di Zinga, a quanto pare, il più alto in grado tra voi.

Beach boys, cazzi pelosi e decine di fidanzate immaginarie.

I giorni seguenti si trascinano pesanti e avvilenti.

La rassegna stampa ti informa che, in Iran, un terremoto disastroso ha ucciso decine di migliaia di persone.

Mostrano la foto in prima pagina del quotidiano.

Chiedi informazioni circa il proseguimento dei mondiali di calcio.

Il calcio non è roba per i boyscout.

Loro preferiscono giocare con i bastoni e le pietre.

Anche tu, in certi momenti, vorresti usare questi oggetti con gli scout, o meglio, contro gli scout.

La squadra nazionale è ancora in gioco e, se dovesse arrivare alle semi-finali, faresti in tempo a vedere la partita a casa tua.

Incroci le dita e ti appelli a San Salvatore e San Roberto. Gli altri scout non capiscono la tua allusione, quando è il tuo turno di dire due parole in preghiera.

Si rende necessario un ultimo sforzo, per avere il premio di lasciare, per sempre, il campo estivo.

Smontate le costruzioni e gli angoli.

Lasciate tutto, il più possibile, come l’avete trovato. Caricate il materiale sul camion.

Caricate voi stessi sul pullman.

9. MAI PIU’

Ti chiedono se ti sei divertito.

Sarà senz’altro stata una bella esperienza.

Tu chiedi se la tua esperienza, anche se bella, possa ritenersi terminata.

Non ti viene data risposta.

Scopri che, a casa tua, si è fatta grande festa, si è tifato con parenti e amici per gli azzurri.

A te non rimane che guardare l’Italia perdere contro l’Argentina e l’Argentina perdere contro la Germania.

Ti rassegni, addirittura, a gioire per il terzo posto conquistato, ai danni dell’Inghilterra.

Tutti cantano Un’estate italiana di Bennato e Gianna Nannini. I gol, purtroppo, sono finiti, e tu sei stato, per la maggior parte del tempo, in mezzo a un bosco, cibo e vestiti che puzzavano di cimice grigia.

Hai sprecato una parte considerevole della stagione preferita dai ragazzini come te, a fare quello che ti veniva imposto, da gente che non ha la più pallida idea di cosa sia una vera vacanza.

Butti tutta la roba scout nell’angolo più remoto del garage, anche se vorresti buttarla nel fuoco. Tieni con te solo il coltellino svizzero.

Per il resto dell’estate non vuoi avere niente a che fare con lo scoutismo, o qualcosa che lo ricordi.

Vai in montagna ma non fai nemmeno una passeggiata.

Fai amicizia con i peggiori elementi.

Provi, per la prima volta, a fumare.

Tu e gli altri della banda, ogni tanto, vi picchiate con un gruppo di ragazzini a voi ostile.

Giocate a pallone, sbavate dietro alle ragazze.

Chi riesce a conquistarne una, si dedica a interminabili giochi di lingua, palpate di seno ed esplorazioni varie.

Gli altri sfogano le loro energie represse in semplici atti distruttivi.

Non metti in pratica nemmeno un insegnamento appreso agli scout.

Fai l’esatto contrario, ogni volta che ne hai l’occasione.

Il due agosto l’Iraq invade il Kuwait.

Il sette agosto viene uccisa, in via Poma, a Roma, una certa Simonetta Cesaroni. Nonostante l’ottimismo degli inquirenti, il caso si preannuncia complesso.

Ascolti Cowboys from hell, dei Pantera, come colonna sonora dell’operazione Desert Storm.

I soldati italiani vengono mandati nel Golfo.

A te non piace la guerra, a nessuno piace, solo a chi ci guadagna qualcosa.

Il petrolio sembra essere il problema, anche questa volta.

Ti rifugi nella dimensione sonora di Aion, dei Dead Can Dance.

10. Fino alla fine

E’ inutile.

Hai provato, in ogni modo, ma pare che non ti sia permesso lasciare gli scout.

Non ha importanza che a scuola sia andato tutto bene e ti appresti ad affrontare l’ultimo anno di medie.

Gli scout ti hanno giovato, e continuerai ad andare, fino alla fine.

Ritorni nella sede, al Sacro Cuore, del reparto.

Ritrovi i trichechi, c’è anche Biondino.

Lui è il meno scemo di tutti, mica è venuto al campo estivo. Lo rispetti anche per questo.

Ci sono, purtroppo, Biba e Benito.

Ci sono le ragazze e i delfini.

Non manca più nessuno.

Solo non si vede Zinga, arriverà in ritardo, come al solito. Per non perdere le cattive abitudini, durante il quadrato e il cerchio, ascolti, con le tue cuffie mimetiche, il nuovo disco dei Jane’s Addiction: Ritual de lo Habitual.

Lo aspettavi con ansia, ed ora c’è questa ragazza con la voce sexy, parla spagnolo e introduce un serie di brani variegati. Ascolti Nowhere dei Ride, The good son di Nick Cave and the Bad Seeds e Rust in peace, dei Megadeth.

L’Italia firma il trattato di Schengen e viene sciolta Gladio. Succedono cose che non capisci ancora a fondo.

Another day in Paradise, di Phil Collins, è terza in classifica.

Non sopporti quella voce, ti ricorda il belato di una pecora e ha su di te un efficace effetto soporifero.

Sotto questo sole, di Baccini, insieme ai Ladri di biciclette, batte, per una posizione, Vogue di Madonna che chiude la top five delle hit.

Durante l’anno, gli album più ascoltati sono stati Cambio, di Lucio Dalla; In ogni senso, di Eros Ramazzotti; But seriously, della pecora Collins, sempre sul podio.

Chiudono, Marco Masini con il suo album omonimo e The best of Rod Stewart.

Tra tutte, riesci a sopportare la canzone di Baccini, perché parla di biciclette.

Per te, la scuola finisce, quasi ufficialmente, a maggio , con il Giro d’Italia.

Non ti sei perso nemmeno una tappa e non hai studiato nemmeno un pomeriggio.

Hai seguito la corsa, da solo o con tuo nonno.

Nothing compare you, di Sinead O’Connor, è un’altra hit che non ti dispiace.

A tutto il resto cerchi di rispondere con le armi che possiedi.

Scateni nelle orecchie il disco più estremo e oscuro che hai, Left Hand Path, degli Entombed.

11. Partenze. Ed è già, di nuovo, inverno.

Salutate Scienziato e Felicia.

Loro, e gli altri anziani del reparto, sono pronti ad andare in noviziato e poi accedere al clan.

Non li invidi.

Ciao Scienziato, stammi bene.

Ciao Felicia, vecchio scarpone, elegante ed effeminato.

A tutti gli altri fai il saluto scout, con il solo dito medio.

I venti di guerra, che soffiano sul pianeta, concedono una breve tregua natalizia, prima di tornare a ruggire con impetuosità devastante.

Le vacanze puoi trascorrerle nel tuo rifugio casalingo, lontano dagli scout. Insieme ai libri e alla musica.

Non chiedi di meglio.

Fuori fa freddo, nessuno ti porta a sciare, non c’è nient’altro di più importante da fare.

Non hai problemi con i compiti di scuola, ne finirai il meno possibile, come al solito, e ti dedicherai alle tue cose. Leggi tutto quello che rimedi, riguardante poeti e scrittori maledetti, di ogni epoca.

Ascolti tutta la musica che puoi.

Tiri fuori i vecchi dischi e canti, insieme a Frank, Dean e Nat, le canzoni di Natale.

© 2020

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