BAD BOY SCOUT 1990 – (Capitoli 5,6,7)

5. San Giorgio

Il corso di ciclista è tenuto da Scienziato.

Spiega come estrarre dalla ruota, riparare e rimettere a posto, una camera d’aria. Insegna come regolare freni e cambio.

Tutti hanno una mountain bike e tu sei l’unico con una bici da corsa.

E’ sempre stata il tuo fedele destriero e non vuoi certo separartene. Abiti in città e la bici da corsa va benissimo. Le sue ruote strette ti permettono di fendere il vento, senza fastidiosi brusii ed eccessivi attriti.

La mountain bike è decisamente una bicicletta più scout. Scienziato è uno scout impeccabile.

Non credi di poter raggiungere certi livelli. Non fanno parte di te. Scienziato è paziente, tollerante, socievole, non è un adone e non dev’essere un grande scopatore ma è diligente e volenteroso.

Tu non possiedi nessuna di queste qualità ma vorresti, con tutto te stesso, un giorno, diventare un super scopatore.

Con le tue consapevolezze, ti appresti a vivere un altro evento scout degno di nota: il San Giorgio di zona.

Si tratta di una riunione di tutti i reparti esistenti nella fetta di regione dove risiedi.

L’attesa sembra carica di voglia di partecipare.

Le guide non vedono l’ora di conoscere altri scout carini, oltre ai soliti che conoscono già.

Gli esploratori non vedono l’ora di rendersi ridicoli di fronte a nuove ragazze.

Tu te ne freghi.

Non conosci molto bene nemmeno le ragazze del tuo di reparto, non ti dispiacerà vederne di nuove ma hai presente la differenza tra un’orgia e un evento scout. Non perché tu abbia mai partecipato a un orgia, non hai mai nemmeno fatto sesso, è inutile nasconderlo, sei poco più di un moccioso, ma, almeno per sentito dire, o per le foto di orge che hai visto nelle riviste porno, non trovi alcuna similitudine, neppure lontana o impercettibile.

Al San Giorgio di zona andate con l’ausilio di un mezzo a motore. Benito si rende conto da solo, o forse qualcuno gli fa notare, che sessanta chilometri di distanza non sono percorribili da un gregge di scout, appiedati e con pesanti zaini sulle spalle.

Non è ancora tempo per la transumanza, ti dici salendo sul pullman.

Accendi la musica. Il basso di Avery fa il suo giro cupo, la chitarra di Dave Navarro s’insinua come un terremoto e rimane lì a creare questa atmosfera rarefatta, ritmata dalla batteria tribale di Perkins. La voce acuta del vecchio Perry ti porta altrove, mentre osservi il paesaggio pedemontano che scorre fuori dal finestrino.

Ti ritrovi nei bassifondi di L.A., California. Nothing’s Shocking ti racconta storie di personaggi che gli scout non approverebbero.

Tu approvi, invece.

Approvi le storie e soprattutto la musica, strana e originale.

Vorresti definire nello stesso modo il San Giorgio di zona.

Ma non puoi.

Rimani colpito dal quadrato gigantesco di scout che riempie il cortile interno del collegio salesiano.

Conosci nuovi fazzolettoni, nuove squadriglie, nuovi ragazzi affabili, nuove ragazze per bene.

Le urla di squadriglia non finiscono più, i bans, le canzoni di ringraziamento prima di mangiare.

Hai modo di andare in canoa, tirare con l’arco, calarti da una falesia con un’ imbracatura assicurata a una corda.

Provi stupore, gli scout non hanno il divieto assoluto di praticare attività divertenti. Dipende. Dipende da chi organizza le cose. Dipende dal reparto in cui si milita.

La vostra attività preferita, per esempio, è marciare in salita. Meglio, è l’attività preferita di Benito.

Quando gli altri si divertono, voi emulate un reggimento di alpini. Non riesci ad abbandonare il pensiero del tuo capo reparto, non riesci a trattenere maledizioni e anatemi. Ti chiedi perché sia toccato proprio a voi, questo uomo senza senso dell’umorismo, senza fantasia che non conduca in cima a una cazzo di montagna.

Ti distraggono solo le consegne ufficiali di alcune patacche da cucire sulla manica della camicia: ciclista, cuciniere, amico degli animali, topografo, astronomo.

I nomi delle specialità ti ricordano quelli dei puffi.

6. Campo estivo – la partenza

Il mese di giugno sembra fatto per gioire. La scuola finisce. Iniziano le vacanze estive. Puoi dormire fino a tardi come piace a te. Puoi andare in bici, tutto il resto del tempo.

Ti senti libero.

Iniziano anche i mondiali di calcio e prevedi di seguirli in santa pace.

Quest’anno, però, sei uno scout.

Ti aspetta il momento clou nell’anno di ogni esploratore: il campo estivo.

Ed è proprio a giugno.

No, scusate, e i mondiali?

I mondiali ci sono ogni quattro anni, il tuo primo campo estivo una volta nella vita.

Non sei per nulla convinto. Ti appelli a San Siro, a San Paolo, a San Nicola e a Sant’Elia.

Non ci sono santi del pallone che tengano.

E ricorda che sei uno scout, ora, non essere blasfemo.

I mondiali si giocano in Italia, tanto per rendere l’evento ancora meno ripetibile.

Gli azzurri cominciano discretamente bene e tu devi partire.

Nel piazzale della chiesa, oltre al solito pullman che aspetta con il motore acceso, c’è un camion senza telone protettivo.

I tuoi compagni scout stanno già caricando il materiale necessario per due settimane di campo.

Butti lo zaino, più pesante del solito, nel mucchio, insieme a tutti gli altri e cominci a dare una mano.

Trasportate lunghi pali di legno, chilometri di corde, scorte di viveri, tende, e altre cose da scout. I capi reparto coordinano il lavoro facendo poco o niente. Scienziato e Polpaccio sono sul camion, insieme al capo dei delfini, si preoccupano che tutto venga caricato con ordine e perizia.

Cerchi di sorridere e divertirti anche se ti rompi i coglioni e ti spacchi la schiena.
Il problema è sempre lo stesso: tu sei uno che quando non si diverte, non si diverte e basta.

Se non sei obbligato a fare qualcosa controvoglia, non la fai. Semplicemente.

Gli scout non condividono la tua visione della vita.

Loro ci provano gusto a sorridere anche quando vorrebbero bestemmiare.

Avrai tempo di pensare ad un eventuale piano di fuga una volta arrivato sul posto. Per il momento ti limiti a salire sul pullman e fare finta di dormire, mentre ascolti le chitarre di Johnny Marr anticipare Moz e la sua voce unica. Hatful of Hollow. Solo gli Smiths possono tirarti su e buttarti giù nella stessa misura, e a te piacciono queste montagne russe. Non importa se Benito ti è passato di fianco dicendo che non vuole vedere il walkman nelle orecchie, durante il campo estivo. Puoi usarlo in tenda, lontano dagli occhi degli altri scout, prima di addormentarti. Pensi di aver fatto bene a prendere anche Meat is murder, con il titolo inciso sull’elmetto del marine. Più Morrissey meno bans. Ban to bans, immagini dica lui stesso, in un inglese di tua invenzione ma con la sua perfetta pronuncia da matrona mancuniana.

Il pullman vi lascia, alla fine della strada asfaltata.

Il camion, dicono, è riuscito ad andare un po’ più avanti. Potete tirare un sospiro di sollievo, raggiungerete l’area destinata al campo con i soli zaini in spalla, per il momento. Dopo alcuni minuti di cammino, tormentato da un canto scout affannato, arrivi dove si è fermato il camion, con i pali di legno e tutto il resto delle cose pesanti. Proseguite e quando, finalmente, arrivate al campo, ti rendi conto che il camion è a metà strada, più o meno. Chiedi a Scienziato se dovete tornare indietro a scaricare il resto della roba. Certo, dice lui, ma tranquillo, lasciamo qui gli zaini, così viaggiamo più leggeri.

Forse è questo il segreto dello scout, ti dici. Se immagini di dover camminare trasportando decine di chili di peso, oltre al gravoso zaino, sulle spalle, quando farai questa fatica, addirittura senza zaino, ebbene, sarai l’uomo più felice del mondo. Forse fanno così, loro, pensano così. Perché tu proprio non ci arrivi. Torni indietro con la tua squadriglia, eviti di fare quello che si lamenta e ti carichi in spalla un palo da quattro metri. Dall’altra parte del palo c’è Flemma.

Non ti sembra al settimo cielo nemmeno lui, ma voi siete i nuovi, cosa ne volete sapere delle gioie dello scoutismo?

7. Campo estivo – raccapriccio

Il primo giorno non ti sei divertito per un cazzo di niente. Avete passato la giornata a fare quello che, di solito, fa un traslocatore ben retribuito.

Dopo, avete fatto il vostro cerchio, nella radura, e cantato di gioia.

Tu hai sostituito tutte le parole della canzone con un insulto seguito dal nome dei tuoi capi reparto.

Intorno a voi regna il nulla.

Non c’è lo straccio di una casa, niente bagni, niente docce, niente reti da pallavolo o piscine per passare due settimane di vero relax.

Costruiremo tutto noi, partendo da zero, dice Polpaccio con un sorrisone stampato in faccia.

Credi che la politica comune da parte dei più anziani sia quella di cercare di mantenere il buonumore tra i più giovani e increduli.
Voi trichechi siete quasi al completo. Manca solo Biondino. Ti dispiace, è un tipo simpatico e conosce tutte le ragazze, tutte le ragazze conoscono lui.

Sciolto il cerchio, ogni squadriglia si occupa di allestire il suo angolo. Questa volta non si tratta, letteralmente, di un angolo tra due muri ma di uno spazio aperto e cespuglioso che diventerà la tua casa per i prossimi quattordici giorni.

Ricordi a te stesso di cominciare a pensare al più presto un piano di fuga.

Fai molte domande di carattere pratico e scopri che no, i cessi non ci sono ma il bosco è grande e pieno di anfratti.

Ti danno una pala in mano e ti dicono di andare con Baffone e Flemma a cercare l’anfratto adatto, non troppo lontano né troppo vicino alle tende, dove scavare la latrina.

Si caga in un buco, quindi.

Pianterete due pali in verticale e legherete un palo in orizzontale, per creare maggiore comfort.

Tu non sei mai andato in bagno neppure a scuola, i gabinetti pubblici ti hanno sempre fatto schifo.

Il lavoro è incessante.

Montate le tende, scavate le latrine, montate la cucina da campo, composta da un fornello a gas e dal fuoco della legna. Potrete usare il gas per la cena e in caso di estrema necessità.

Pensi a un sacco di cose.

Pensi che magari dovrete dormire sul ramo di un albero e solo in caso di necessità userete la tenda e il sacco a pelo.

Scopri che il bosco e i prati sono infestati dalle cimici.

Ma sì, ti dici, in fondo sono solo cimici, pensa se fossero stati crotali adamantini o latrodectus mactans, meglio note come vedove nere.

Forse è così che ragiona un vero scout.

Il problema è che tu sei un amico degli animali e sai che certe bestie non vivono nell’ambiente in cui ti trovi. Inoltre essere amico degli animali, per te, non significa condividere, per forza, lo stesso spazio con loro. Soprattutto quando questi animali puzzano da fare vomitare.

Terminate le faccende che riguardano l’angolo dei trichechi c’è ancora luce, servono dei volontari per cominciare a montare le zone comuni.

Con il calare del buio, consumate una cena frugale.

La prima serata è organizzata dai capi. Hanno acceso il fuoco e messo su uno spettacolino.

Ogni tanto ti guardi intorno, come facevi il primo giorno, così, tanto per essere, ancora e sempre, sicuro che non sia tutta una presa per il culo, documentata da una troupe televisiva.

La demenza umana ai massimi livelli.

Vai a dormire raccapricciato.

Condividi la tenda con Flemma, Baffone e l’incontenibile Zinga. Anche lui ha un vecchio walkman che cade a pezzi. Un’unica cassetta, la raccolta del meglio dei Beach Boys, a girare fino alla morte. Zinga dice di sapere tutto sui Beach Boys. Gli chiedi come si chiama il cantante e lui risponde che cantano praticamente tutti. Gli chiedi chi sia il chitarrista, allora. Ti dice che non lo sa. Baffone gli chiede chi sia il batterista. Stessa risposta. Il bassista è ugualmente sconosciuto. Ok, ok, allora dimmi qual’è il plrimo disco dei Beach Boys, chiede Flemma. Deve ripetere la domanda due volte, per farsi capire, ma Zinga non conosce nemmeno questa risposta. Appurato che il suo sapere tutto equivale a non sapere niente, ti infili nel sacco a pelo.

Per favore, per favore, ti prego, lasciami ottenere ciò che voglio, per questa volta. E’ ciò che senti nelle orecchie.

Chiudi gli occhi per non vedere lo scroto peloso di Zinga che sta mostrando, agli altri due, come lui sia già sviluppato.

A differenza loro.

E a differenza tua.

Non ne fai un dramma, in confronto ai giorni che ti dividono dalla fine di questa tremenda esperienza che gli scout chiamano campo estivo, quelli che ti dividono dall’inizio dell’adolescenza saranno comunque una passeggiata di salute.

© 2020

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