Un giorno, un mattina, circa un mese prima degli esami : DIALOGHI

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Il professore si è spaccato il bacino.

Ma quando?

Domenica. Voleva fare il figo con la bici da downhill. E’ sfracellato al suolo  e si è

crepato l’osso del culo.

Non era il bacino?

Sì, ma l’osso del culo suona meglio. O no?

Forse.

Ragazzi, ragazzi, per favore.

Cazzo, il preside.

Purtroppo devo darvi una brutta notizia. Silenzio, per favore.

Già lo sappiamo.

Il professor Gian Umberto Tempia si è infortunato gravemente e sarà costretto a saltare l’ultima settimana di lezione.

Già lo sappiamo.

Dovete studiare per la maturità, sfrutterete le sue ore per prepararvi al meglio. Non essendoci a disposizione un altro docente, il bidello Enrico Leonida Foy controllerà che manteniate l’ordine.

Ma chi, Henry?

Già me lo vedo grattarsi le palle seduto alla cattedra.

Vieni pure, Enrico Leonida. Mi raccomando a te. Ora vi lascio. Buono studio e buona giornata.

Grazie, preside. Enrico è sufficiente, non è necessario menzionare tutto il tempo anche il mio secondo nome.

Sì, certo. Buona giornata.

Fanculo pure al preside.

Henry, ti hanno promosso?

Ti piacerebbe.

Peggio di un prof non puoi essere.

Mettimi alla prova.

Oh, ragazzi, Henry, dobbiamo studiare.

Ma che cazzo spruzzi?

Tra un mese abbiamo gli esami.

E chisseneincula.

A qualcuno interessa, invece.

Guardate Henry, tutto il giorno a  fare un cazzo:  salariato a fine mese. La maturità non serve a niente.

Io ho superato il mio esame di maturità a pieni voti, ciccio.

Appunto. Non serve a un cazzo se poi vai a fare il bidello.

La maturità non serve a un cazzo se poi non vai all’università.

Tu cosa hai fatto Henry, dopo la maturità? Ti sei dato alla pazza gioia, sesso droga e rock and roll?

Anche. Mentre studiavo all’università.

Ma vaffanculo Henry.

Modera i termini cimice. E’ tutto vero.

Sì ma bisogna finirla, l’università.

Tesoro. Io l’ho finita. Quanto è vero che presto finirà anche il tuo fard se continui a spolverartelo sulla faccia come fosse polvere miracolosa.

Ha ragione cazzo. Fai paura.

Guardati tu, zoccola.

Ti strappo le protesi alle tette e te le ficco in culo.

E’ tutto naturale, bella. Pensa per te.

Dai, cominciate a tirarvi i capelli, strappatevi i vestiti e rotolatevi per terra come gatte incazzate in calore.

Ti piacerebbe. Fatti una sega.

Sì ma fammi vedere almeno una tetta, prima.

Te la sogni.

Henry, in cosa ti sei laureato, esattamente?

Filosofia.

Ma va!

Allora no.

Dacci una mano per prepare filosofia allora, Henry.

Sono il bidello. Non te ne sei accorto?

Non ci vuole una laurea per capirlo.

Appunto.

Com’è che sei finito a fare questo lavoro?

Qualcosa dovevo fare.

Non hai provato a fare altro?

Cazzo se ci ho provato.

Sembra impossibile.

Mio padre dice che se mi impegno a fondo posso fare quello che voglio nella vita.

Tuo padre è milionario.

E allora? Sempre con queste lotte di classe. Avete rotto.

Henry, come si trova un lavoro?

Non so come si troverà un lavoro quando toccherà a voi cercarlo. Forse le cose cambieranno. Ve lo auguro. Oggi ci sono molti modi diversi, più o meno efficaci per trovare un lavoro. Il più diretto è tipo : arriva un tuo parente stretto a cena, si parla del fatto che stai cercando un lavoro e lui ti dice che Peppiniello Argino, giù in fondo alla strada sta cercando qualcuno. Giuseppe Argino ha una macelleria di antica tradizione. Il ruolo che cerca è quello del garzone da macello, ovvero qualcuno che trasporti e tagli quarti di manzo o di qualsiasi altro animale commestibile che può essere esposto nel suo bancone vetrato. Peppiniello guadagna parecchi soldi e non c’è pericolo che non ti paghi a fine mese. Lo so, ormai hai probabilmente tra i ventitré e i ventisei anni, non sei più un diciottenne alle prime armi. Dopo aver studiato per tanti anni ti pare degradante il ruolo di garzone, preferiresti essere il direttore commerciale della premiata ditta Argino. Il fatto è che il vecchio Peppiniello è il direttore commerciale di se stesso e se ne sbatte i coglioni della tua laurea. Hai voglia di lavorare? Ti dà mille euro al mese per cominciare. Vediamo se reggi. Certo, se tuo padre è milionario, come il suo, per esempio, è più probabile che, a cena, lo zio di turno faccia sapere che il commendatore Svevo Modati Casogliani cerca qualcuno per il reparto marketing della sua azienda. Sarà ben lieto di presentare la sua nipotina al vecchio amico straricco. Potrebbe succedere qualcosa del genere o qualcosa che rappresenti una sfumatura intermedia tra questi due casi limite.

Una sfumatura intermedia? Ma come cazzo parli, Henry?

Ti sei intellettualizzato?

Te le detto no? Anche io sono un dottore.

Dottore in pulizia dei cessi.

Quelli li faccio pulire a te dopo, con la lingua.

E io ti denuncio.

E io ti faccio fuori con un veleno di mia conoscenza che non è rintracciabile nemmeno dopo un’accurata autopsia.

Ok. Scusa, Henry. Non era spiritoso. Tra un po’ salta fuori che hai una laurea anche in chimica dei veleni.

Mai sottovalutare il bidello. Tu!

Chi, io?

Sì. Cosa stai leggendo?

Il giornale di oggi, Henry. Posso?

Certo, non c’è problema. Ma prima devi imprestarcelo  un attimo.

A cosa ti serve? Me lo ridai tutto intero?

Ma sì, cazzettino, cosa credi che ci faccia col giornale?

Stai sereno.

Prenditi bene.

Ci darai una lezione di storia contemporanea?

No.

Allora?

Mi avete chiesto come ci si procura un lavoro. Ecco un altro modo : gli annunci. Attenzione. Questo è un argomento molto delicato e vi voglio mettere in guardia. La selva oscura che vi accoglierà sulla soglia dell’inferno degli annunci di lavoro somiglia a quella di Dante. Vi sorprenderà un po’ prima della metà della vostra vita, si spera, e per questo sarete senz’altro impreparati. Facciamo un esempio pratico. Andiamo alla pagina degli annunci di lavoro del quotidiano. Come potete vedere ce ne sono parecchi. Sappiate che la metà circa vi proporrà lavori da fare comodamente a casa, che vi faranno guadagnare un fottio di soldi in pochissimo tempo. Ovviamente sono tutte stronzate. In realtà si tratta di offerte ai confini della truffa. Ora che sapete questo,  passiamo agli annunci seri. Tu. Che lavoro ti piacerebbe trovare?

Un lavoro da manager.

Sai cosa significa, almeno?

Significa che sarò il capo di qualcuno.

Ok. Tutto è lecito. Non sono io che devo darti un lavoro, per fortuna. Allora, cerchiamo subito tra gli annunci di offerta di lavoro per dirigenti o qualcosa del genere. Qui troviamo molte volte citata la parola manager. Prendiamo il primo. Human Resource Manager. Sai cosa significa?

No.

Non è un buon inizio,  ti pare?

Significa che ti occupi delle risorse umane, del personale in pratica.

Brava. Hai superato il primo scoglio. Capire che cazzo di posto di lavoro ti stanno proponendo. Almeno a grandi linee. Ora leggiamo. La ditta blablabla è alla ricerca di una figura professionale con almeno sette anni di esperienza pregressa nello stesso ruolo o in ruolo simile. Tu quanta esperienza avrai appena laureato?

Nessuna.

Io mi occupo della nostra donna delle pulizie. La cazzio quando pulisce di merda o quando… cioè.

Non so se possa ritenersi un’esperienza valida, giusto Henry?

Giusto. Ma puoi sempre provarci. Qualcun altro a cui piacerebbe assumere un ruolo dirigenziale in una grande azienda? Parecchi. Va bene. Posso dirvi questo. Cercate di andare a studiare in qualche fottuta super università americana o comunque non autoctona. Cercate di uscire con il massimo dei voti. E non intendo con un voto alto ma con il massimo possibile. Poi tenete da parte un po’ di cash per pagarvi un master presso un’altrettanto prestigiosa ed esclusiva struttura formativa di fama internazionale. In questo modo potete stare tranquilli. Se non avete già un impero in eredità da amministrare, avrete ottime possibilità di diventare un grande manager di una grande multinazionale. Diversamente dovrete sudare un po’, dare via il culo senza garanzia di risultato o abbassare drasticamente le vostre pretese.

Così ci affossi.

Non è mia intenzione. Io sono solo il bidello.

Evidentemente non hai seguito i tuoi stessi consigli.

Non sono sempre stato esperto della vita. Prima non sapevo nulla di queste cose. Proprio come voi. Non sono sempre stato un bidello. Ho lavorato anche in università e in una casa editrice. Se si possono considerare lavori due occupazioni altamente sottopagate e quanto mai precarie. Comunque, cancellate ogni considerazione personale mi possa essere sfuggita di bocca. Sono strettamente legate a un contesto specifico, il mio. Non fa testo. Per esempio, per voi il manager è una figura importante, di successo, per me, invece, è uno schiavo che lavora 14 ore al giorno minimo, non vede mai la sua famiglia, non ha tempo di fare un cazzo oltre a lavorare ma il lauto stipendio che, in genere, percepisce gli fa credere di essere un grande. Atteniamoci alla realtà scritta. Abbiamo molti aspiranti manager e qui ne cercano uno che si occupi di logistica. Danno uno stipendio interessante e richiedono almeno un anno di esperienza nello stesso ruolo. Documentabile. Anche in questo caso bisogna conoscere almeno due lingue straniere e diversi programmi informatici che non ho mai sentito nominare ma che sicuramente voi conoscerete. Quindi. Quanti di voi saranno pronti per rispondere a questo annuncio appena usciti dall’università? Nessuno?

Io non vorrei mai uscire dall’università. Vorrei diventare ricercatore o professore.

Bravo. Ottima idea. Procurati un genitore professore o preparati a flirtare con un vecchio  gay che potrebbe accoglierti sotto la sua ala protettiva e, una volta passato a miglior vita, lasciare a te il suo trono in facoltà. Oppure preparati a una vita di frustrazione e fame come ricercatore. Sempre che tu non sia una specie di genio e venga chiamato da un altro paese a cui la ricerca sta a cuore tanto da permettere, a chi se ne occupa , una vita dignitosa.  Che poi dignitosa vorrebbe dire indipendente, fuori dalla casa natia dei propri genitori.

Tu vivi ancora con i tuoi Henry?

No mio caro. Io abito con tua madre. Da parecchio tempo ormai, e tu non te ne sei mai accorto.

Che ridere.

Un giorno potrai chiamarmi papà, ma non adesso.

Henry, sei un bastardo.

Devo pur sfogare in qualche modo l’ingiustizia della vita che mi ha relegato a pulire i vostri cessi in questa fatiscente struttura pubblica.

Ci sono altri lavori oltre a quelli di manager!

Ma certo. Seguitiamo con l’istruttiva lettura degli annunci. Cercano una cameriera, un tecnico delle caldaie, un autista con patente C, un programmatore e perfino una ragazza per un calendario. Chissà quale famosa rivista si cela dietro questo annuncio eh? Quante di voi, belle fanciulle in fiore, risponderebbe a un annuncio  del genere,  pubblicato su un qualsiasi quotidiano? Nessuna? E meno male, siamo salvi. Abbiamo evitato uno stupro assicurato. Fatevi furbe. Sempre.

C’è da aver paura.

Te l’avevo detto. Non puoi dire che non ti avessi avvisata prima.

Sei un diavolo Henry. Tu ci godi a toglierci ogni speranza.

Quanti di voi vogliono fare la cameriera, per esempio?

Io la faccio già tutte le estati. E mi sa che che dovrò farla anche durante l’università , per pagare le tasse.

Una ragazza giudiziosa, finalmente.

Sì ma non è un vero lavoro, quello della cameriera. Vado lì qualche ora, mi diverto e mi pagano. Quando il locale è pieno mi diverto meno ma è comunque un ambiente piacevole.

Lo dici adesso che hai diciotto anni. Magari quando ne avrai trenta la vedrai diversamente se ti si prospettasse un futuro di servizio ai tavoli. I locali più trendy tendono ad escludere le cameriere di una certa età, non te ne sei accorta?

Ci sono tantissime offerte di lavoro per venditori e anche per i call center. Hai visto Henry?

State lontani dai call center. Il più possibile. Non sono posti che fanno bene alla salute mentale. Fidatevi.

E’ per questo che c’è un pacco di lavoro nei call center?

Proprio per questo.

E i venditori?

Guadagni solo se vendi qualcosa, ti suona famigliare?

Cazzo.

Non c’è via d’uscita.

A parte per i nerds e i fighetti.

E’ così Henry?

Per la maggior parte delle persone è così.

Ma?

Ma un cazzo.

Allora possiamo farla finita ancora prima di dare gli esami. Sarebbe una liberazione.

Voi emo siete troppo sensibili, non ce la potrete fare nel mondo del lavoro. Non vi rimane che aprire un negozio di tisane e oggetti gotici.

Io voglio diventare una musicista, non mi interessa il mondo del lavoro.

Brava. Ottima scelta. Spero per te che tu sia una specie di Mozart o che tu abbia un qualche talento nell’attirare le masse. Altrimenti ti vedo bene a insegnare a suonare il flauto dolce in questo stesso liceo.

Henry, vaffanculo.

No, hai ragione. Scusate. Siete ragazzi in gamba. Il vero segreto del lavoro è inventarne uno. In questo modo avrete sempre una possibilità. Un po’ come quando vi improvvisate pusher per alzare due soldi.

E tu?

Io non farò il bidello per tutta la vita, non vi preoccupate. Ai tempi di mio nonno, il bidello era un uomo semplice, analfabeta, sottomesso al superiore e che per questo faceva bene il suo lavoro. Ora i bidelli sono laureati e si credono meglio del preside, per questo si grattano le palle tutto il giorno.

Sei un parassita della società.

Purtroppo sì.

Lo dici così?

Hai ragione tu. Non dormo la notte a pensarci ma devo mantenere la mia immagine di duro.

Tu sei fuori di testa.

Cazzo, ragazzi. Mi lasciate studiare in pace?

Ecco l’unico di voi che passerà direttamente dall’università a una scrivania in un bell’ufficio. Voi altri preparatevi a fare esperienza in fast food o come animatori turistici.

Quello sì che è un lavoro. Orge di sesso e ambiente vancanziero.

Sì, certo, questo succede nei film porno. La verità è fatta di levatacce alle sei del mattino dopo essere andati a dormire alle quattro, sorrisi forzati, allegria fittizia, pasti consumati in piedi, mai un attimo di tregua e una paga da fame. L’unica nota positiva è che non spenderete un euro durante tutto il periodo di lavoro, se siete un po’ svegli. Ma allora è molto meglio imbarcarsi su una nave. Pagano di più. Se volete scopare con qualche turista premunitevi di assicurarvi che non sia sposata o , se lo è , che suo marito non lo sappia mai. Potreste, diversamente, avere grossi guai e scordarvi la remunerazione a fine stagione.

Ti è capitato, Henry?

Fortunatamente no. Il cazzo di animatore turistico non mi sono mai piegato a farlo. Non ho talento. Ma a qualcuno è capitato.

Posso riavere il giornale? Voglio leggere un po’ di sport.

A proposito. Quanti atleti professionisti ci sono in classe? Nessuno? Peccato, quello è un bel lavoro.

A me piacerebbe fare l’architetto.

A me l’ingegnere.

A me il designer.

A me l’avvocato.

A me il dentista.

A me il ginecologo.

Giusto. Tutte ottime scelte. Avrete notato che non ci sono annunci sul quotidiano per questi tipi di mestiere.

A me piacerebbe fare il cuoco.

Cazzo fai in un liceo allora? C’è la scuola alberghiera per quello.

Sì, ma ci vanno i ritardati.

Ma quando mai? Non l’hai visto mastercess?

Cazzo c’entra?

Come ci si procura un lavoro da professionista, se non ci sono annunci del genere?

I professionisti lavorano in proprio o si fanno assumere da uno studio specializzato. Vale per gli architetti, i designer, gli avvocati. Di solito si fa un periodo di tirocinio con un minimo di rimborso spese. I medici devono fare molto tirocinio in ospedale e , se sono bravi o paraculi, possono ambire ad aprire uno studio privato. Se hanno molti soldi possono aprire una clinica privata. Gli ingegneri possono essere di molti generi diversi. In generale trovano tutti un lavoro dignitoso. I farmacisti e i notai appartengono, invece, a due corporazioni chiuse e , conviene, come in quasi tutti i mestieri, avere un parente che lasci in eredità la sua attività. Esistono siti specializzati dove troverete annunci più mirati. Se volete lavorare come liberi professionisti allenatevi nell’arte del trattenere le bestemmie quando il commercialista vi presenterà gli f24 delle tasse.

Io voglio fare il creativo.

Ottima scelta. E’ uno di quei termini che non significano nulla. Il creativo può essere tutto e , soprattutto, niente.

Ho trovato un sito di annunci per lavori creativi.

Bravo, passami il tablet che condividiamo con tutti. Ci sarà da ridere.

Perchè?

Vedrai. Simuliamo una situazione reale. Ti sei appena laureato in una facoltà che ha a che fare con la creatività. Non so, il Dams, o l’Accademia di Belle Arti, o Scienze della Comunicazione. Cerchi un lavoro cominciando da quelli per i quali hai già una qualifica. Cercano un creativo junior. Di cosa si tratterà esattamente?

Uno che scrive?

Quello è il copywriter.

Uno che inventa una pubblicità, per esempio.

Sì, più o meno. Qualcosa del genere. Ve l’ho detto. E’ un ruolo ambiguo. Spesso il creativo deve sapere usare una dozzina di programmi di grafica e disegno, di base. Andiamo avanti, dicono che offrono un inserimento presso un’agenzia seria e avviata. Gradiscono già un minimo di esperienza anche da parte tua. Spera di aver fatto uno stage in un’agenzia, oppure non hai esperienza alcuna. Dicono che avrebbe un vantaggio chi presentasse un portfolio con i propri lavori. Non ce l’hai un portfolio? Puoi sempre inventarne uno. Loro vogliono vedere come lavori. Non hai la più pallida idea di come comporre un portfolio? Forse era meglio se disegnavi un po’ di più e facevi meno festa, durante gli anni universitari. Passiamo al prossimo. Cercano un operatore video. Diciamo che hai un po’ di esperienza. Cercano qualcuno che abbia materiale proprio, che sappia usare più di un programma di video editing. Vedete? Già si allargano. Parlano di operatore e poi ci aggiungono anche l’editing che è compito, solitamente, del montatore. Ma loro vogliono qualcuno che sappia fare tutto. Mettiamo che tu  lo sappia fare. Ti manca solo la telecamera e tutto il resto del materiale. Sperando di trovare qualche articolo usato in offerta , potresti cavartela con un investimento tra i cinquemila e i diecimila euro.  Vediamo quanto pagano : ottocento euro al mese. Quindi, ricapitolando, in poco più di un anno riusciresti a rientrare del tuo investimento. A patto di avere un secondo lavoro che ti permetta di pagare affitto, bollette e cibo. Intanto loro guadagnano utilizzando il tuo materiale. Capito i lavori creativi?

Tutto qui? Leggine qualche altro.

Ok. Cercano una persona da inserire in una casa di produzione televisiva. E’ a soli ottocento chilometri da qui. Richiedono la conoscenza di quattro lingue e la capacità di risolvere problemi sotto pressione.  Si tratta di uno stage in realtà. Pagano quattrocento euro mensili e richiedono l’esperienza di un veterano navigato. A chi interessa? Non mi sembra molto creativo ma una volta dentro potreste sempre cominciare a mostrare le vostre doti e aspirare ad una promozione immediata e in grado di farvi superare l’ostacolo del fatto che con quattrocento euro fareste fatica a pagare una stanza in affitto in città.

E’ uno scherzo, non può essere vero.

E’ tutto vero. Cercano anche un autore, un regista, un direttore della fotografia. Tutti a titolo gratuito. Fantastico no? E’ la gavetta.

E intanto che uno fa gavetta come campa?

Chiedilo alla figlia del milionario. Lei lo sa.

Non posso risolvere i problemi dell’umanità, io.

Non ti sforzare.

Guarda questo dito.

Che finezza.

Quasi, quasi, mi metto anche io a studiare. Mi avete depresso con questa storia del lavoro.

E’ normale.

Henry, c’è un altro modo per trovare lavoro?

Ci sono i lavori pubblici. Sono come il mio lavoro. Sono come i bagni pubblici. Sporchi. Rispondete ad un bando e superate un concorso. Se mai doveste riuscire a passare oltre la schiera di raccomandati, con il posto già assegnato d’ufficio, sarete tranquilli per sempre. A meno che una rivoluzione non sconvolga il paese, s’intende. Diventerete l’emblema della mediocrità, l’archetipo del fancazzismo, lo zimbello contro il quale si sfogherà il contribuente che, a ragione, si sentirà offeso e truffato dal servizio che tu offri a fronte del salasso fiscale che subisce lui. Di solito ve ne farete una ragione e gongolerete del fatto che non c’è insulto o umiliazione che potrà, comunque e sempre, portarvi via lo stipendio mensile, la tredicesima, le ferie pagate, e tutti gli ignobili benefici di cui godrete senza merito alcuno.

Proprio come fai tu, eh, Henry?

Esatto.

Come hai fatto a farti raccomandare?

Ecco, vedi, non ho dovuto farmi raccomandare per il concorso da bidello. I raccomandati hanno ambito tutti ad altre posizioni e a me non è restato che confrontarmi con una banda di disabili.  Ce l’ho fatta per un soffio. Mi è andata bene.

Cazzo, che culo. Ma non ti fa schifo lavorare come bidello?

Mi facevano più schifo i lavori che facevo prima. C’era molta più sporcizia, a fine giornata, da togliersi di dosso.

Che filosofo.

Comunque, per rispondere alla tua domanda. Per farsi raccomandare devi conoscere qualcuno. E’ questa la frase che sentirete pronunciare più spesso. E’ la chiave per ottenere il lavoro che desiderate. Sappiatelo.

E gli annunci?

Gli annunci sono una perdita di tempo. E’ per questo che sono pieni di ammonizioni del tipo : astenersi perditempo. Il tempo perso sta nel leggere l’annuncio stesso.

Sì, ma tu, come puoi fare il bidello?

E’ sempre stato il mio sogno.

Ma vaffanculo.

E allora perché sei andato all’università a studiare filosofia?

Mi avevano detto che con quella laurea sarebbe stato facile trovare lavoro.

Ti hanno fottuto alla grande , Henry!

Puoi dirlo, ragazzo. Non fare lo stesso, con quella faccia non ti vedo bene.

E allora la storia di inventarselo, un lavoro?

Quella è l’unica cosa seria che vi ho detto.

Che cazzo, Henry. Ci hai fatto perdere un sacco di tempo.

Avevi di meglio da fare?

Sì, studiare.

Allora studia. Guarda lei, ha studiato tutto il tempo senza rompere le palle a nessuno.

Cosa?

Niente, niente. Torna pure a studiare.

Cazzo, ragazzi, io non ce la faccio a studiare se non state zitti.

Henry?

Sì?

Puppacelo.

So dove abiti. Ricordatelo. Conosco anche tua sorella, è un gran pezzo di fica e mi piacerebbe invitarla a casa mia, una sera.

Come cazzo fai a conoscere mia sorella?

Il bidello conosce tutti.

Stai lontano da lei.

Pagami.

Ti denuncio, ti faccio licenziare.

Non credo sia possibile. Al massimo mi sposteranno in un altra struttura. Magari l’università dove andrai tu l’anno prossimo. Oppure quella dove va tua sorella.

Caino.

E’ inutile.

Henry è come uno di quegli stregoni africani.

Devi prestargli rispetto o ti lancerà uno dei suoi malefici appiccicosi come la merda di cane. Non te li togli più di dosso.

Chiedo scusa, Henry. Non volevo offenderti. Tantomeno minacciarti.

Sei perdonato ragazzo. Ti benedico.

Grazie Enrico Leonida dottor Foy.

Questa te la passo. Mi hai fatto ridere.

Leonida?

Già.

Spacca i culi.

Puoi dirlo, bionda.

In conclusione?

In conclusione arrangiatevi. Ognuno è solo nel cammino della vita.

Minchia che spessore.

Ricordatevi solo una cosa, qualsiasi cosa vi dicano, chiunque sia quello che ve lo dice : se non siete pagati per quello che fate, non è un lavoro. Se dovete pagare voi per avere un’opportunità, quello è ancora meno qualcosa che assomiglia a ciò che dovrebbe essere un lavoro. Il lavoro è importante ma non è il significato della vita. Nessuno nasce per arredare interni o inventarsi nuove tecniche di plastica facciale per ricche e anziane clienti che non vogliono ammettere la transitorietà della nostra esistenza.

Non ci ricordi che dobbiamo morire tutti?

Prima di morire dovrete affrontare prove peggiori.

Tipo?

Trovare un lavoro.

 

(nda : l’immagine di presentazione è stata scelta solo in base ad un principio di attinenza con quanto raccontato, non esiste nessun collegamento con la serie tv dalla quale è stata tratta l’immagine e che non ho mai visto in vita mia. A.:.A)

 

© 2016

 

 

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