LA SCOMMESSA Parte I

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Adesso lei vuole prendere un diploma all’ università.  Io ho cercato di avvertirla che in quel modo non si arriva da nessuna parte. Ma lei ha insistito.

– Guarda come ti sei ridotto tu, invece… Questa volta hai fatto un casino, non te lo perdoneranno… Non potevi fare un lavoro normale, no, lui no… Lui ha bisogno di azione, di soldi facili. Sono loro che hanno sempre avuto bisogno di te! E adesso, invece, hanno bisogno che tu sparisca per sempre. –

– Ed è esattamente quello che voglio fare anche io! –

– Sì, ma loro intendono un modo più radicale di sparire. Altrimenti ti avrebbero mandato in pensione, non credi? –

– Non esiste la pensione nel mio lavoro. –

– Era per dire… Ti avrebbero mandato in vacanza, ok? Va meglio così? O non ci sono nemmeno vacanze nel tuo lavoro? –

– Non ci sono ferie pagate, se è questo che intendi. –

– Quello che intendo è che loro vogliono farti fuori, ucciderti, disperdere la tua essenza nell’etere. Capisci? –

– A parte l’ultima cosa sull’etere…Sì, capisco. Comunque l’etere è molto utile quando devi addormentare qualcuno… –

– Sei un cretino ! Possibile che non riesci a prendere nulla sul serio ? –

– Mi viene difficile, in effetti. –

– Nemmeno della tua vita, ti interessa? –

– Certo che mi interessa ed è per questo che voglio andarmene. Con te possibilmente.-

– Con questa vasca da bagno galleggiante? –

– La mia barca è un ottimo mezzo di trasporto, e ti puoi portare dietro tutta la casa mentre viaggi. Voglio vederti a fare la stessa cosa con una villetta a due piani e giardino. Poi noi non abbiamo cani. –

– Credi che ci porterà in salvo , la tua magnifica arca? –

– Ci porterà lontano. –

– Ah, ma non in salvo. –

– Dipende da quanto si sono incazzati. –

– Tu che ne pensi? –

– Penso che si siano incazzati abbastanza. Parecchio, probabilmente. Ma io ho guadagnato un po’ di soldi e potrebbero bastare per anni. –

– Dovremmo scappare in continuazione? Senza meta, senza futuro? –

– La meta la possiamo decidere di volta in volta, il futuro è il viaggio stesso. –

– Adesso pure il filosofo… Preferivo il comico, quasi , quasi. –

– Non preferiresti il romantico avventuriero che poi diventa l’ instancabile attore porno tra le lenzuola? –

– Non essere sciocco. –

– Mi vedo più come un coglione che uno sciocco. Se non ti dispiace, anche io ho la mia dignità. –

– Non cambierai mai… E i nostri progetti ? –

– Quali progetti ? –

– La mia laurea, i miei studi, la mia carriera. –

– Ah già… Qualcuno mi ha detto che ora ci si può laureare anche on-line. Avrai tantissimo tempo a disposizione per… studiare. E quando arriveremo in un porto potrai dare gli esami che ti mancano. –

– Tu sei pazzo ! –

– Perché? E’ il nuovo millennio, bambina. Aggiornati. Tutto è possibile nella rete. –

– Ma se sei molto più vecchio di me, chi è che si dovrebbe aggiornare? –

– A quanto pare tu, bellina, sei giurassica. –

– Ma come parli ? –

– Come un giovane, baby. –

– Oh mio dio. –

– Ecco, sai come si dice, oggi ? –

– Cosa? –

– Oh mio dio. –

– Come si dice? –

– O-M-G. –

– Omg?-

– Yes, Sta per oh my god. It’s english, darling. –

– Ma saranno i quattordicenni deficienti che dicono così, non certo io. Per favore… –

– In english , please. –

E , questa volta, anche lei non può esimersi dal ridere. Ne approfitto per tirarla verso di me e baciarla. Pausa.

Sulla barca io sto bene. E’ abbastanza grande per respirare e non troppo grande da sentirsi soli.  C’è tutto quello che ti serve e, in più, vai in qualunque posto lambito dal mare. La mia è una barca a vela. C’è un piccolo motore d’emergenza ma è il vento che fa muovere questo affare. E a me piace così. Forse non sarà il mezzo più adatto ad una fuga precipitosa ma tutto sta nel tempismo e nell’imprevedibilità.

Questa faccenda degli studi e della carriera di Melissa tende a complicare i piani ma la cura dei dettagli è sempre stata il mio forte. Ho imparato tutto quello che so praticamente da solo. Tutto, tranne navigare, quello me l’ha insegnato un vecchio marinaio. Non è molto, va bene, ma ho una barca, un mucchio di soldi, una donna in gamba. Fosse per me, sarei a posto. Purtroppo ci sono quelli là che non la pensano allo stesso modo. Sono convinti che gli debba ancora qualcosa. Dopo tanti anni, dopo tanti lavori, per quanto mi riguarda, non devo più niente a nessuno. Il problema sono le divergenze di vedute sulla buonuscita che mi sono sentito in dovere di pretendere dopo l’ultimo lavoro. Niente pensione, ricordate? E’ giusto avere un minimo di gratificazione dopo anni di fedele dedizione. Loro dicono che da questo lavoro non si esce. Ma io sono di diverso parere: si esce, e si prende anche quanto dovuto. E’ normale, non si può sempre essere d’accordo su ogni cosa.

 Melissa passa il suo tempo a leggere tutti quei libri. Invece di venire a letto con me si siede sulla sua poltrona e legge, sottolinea, prende appunti. Diventerà scema a forza di studiare.

– Smettila e vieni a letto. – Le dico ad una certa ora.

– Devo finire. Tra due giorni ho un esame. – Dice lei dalla dinette.

Ha sempre esami.

– Ma quanti cazzo di esami hai? – Le chiedo.

– Parecchi, amore. – Mi dice.

Al diavolo gli esami. Questa storia degli esami pare non finire mai. Melissa ha detto che il corso di laurea dura tre anni. Poi si può scegliere se farne altri due.

– Sei fuori di testa? – Le ho chiesto. – Vuoi studiare e dare esami per tre anni? –

– Certo, è il tempo che ci vuole. – Ha detto lei.

Abbiamo cominciato a litigare. Lei ha detto che se ne facevo una questione di soldi allora se ne sarebbe andata. Lei non vuole che io la mantenga, se non ne sento il bisogno. Mi spiega quanto sia importante per lei studiare. Un sacco di chiacchiere… Io, a imparare a navigare, che non è una cosa facile, ci ho messo tre mesi. Altro che tre anni. E so anche leggere le carte e tracciare la rotta. Se faccio una cosa, la faccio bene. Nel mio lavoro sono una specie di istituzione. Lo ero almeno. Adesso, qualcun altro, vorrebbe scolpirmi una lapide commemorativa. Personalmente non sento questa urgenza. Non mi sono mai piaciute le celebrazioni. Soprattutto quando il celebrato sono io.

– Oggi non hai accesso a nessuna professione senza un pezzo di carta… – Continua Melissa.

– Io sono pronto a scommettere che studiare non porta da nessuna parte. – Le dico.

– Allora provamelo, brutto scimmione. E io smetterò. – Mi fa.

– Ma se non ci riesci, e ti dimostro che ho ragione, allora mi pagherai gli studi senza rompere più i coglioni. Facciamo questa scommessa.–

Non mi è mai piaciuta quando diventa volgare… Va da sé che ho accettato.

CONTINUA…

© 2015

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