LITIGIO

Carosello-litigio

Si, io sono venuta qui oggi perché non ne potevo Più di mio Marito.

E Tu, Mirko, Coshaidadire a tua moglie? Anche tu hai Accettato di Discuterne-con-Noi.

Io volevo solo dire che mia moglie dovrebbe guardarsiunpo’diPiùaLei…Che è peggio di me.

In che senso? Cosa vuoi Insinuare a proposito di tua moglie?

Ma-sta’-zitto ! Ma cosa vuoi dire di me? Io sono una brava moglie! Cosa credi ?

Ma quando mai! Ma tiRendiContodiquellochedici??

Si ! Me Ne Rendo Conto Benissimo! Dovresti pensare un poco a come ti comporti Tu che fai la figura del cafone che Sei!

Cafone a me ? Ha parlato la Principessa! E’ più nobile un mio dito di Te tutta insieme!

E Sai Dove te lo puoi infilare quel dito?

Ok, Ok… Adesso non Esageriamo. Sietepursempremaritoemoglie. E siamo in Televisione. Cerchiamo di tornare a dove eravamo rimasti.

Scusi signora Maurizia ma mio marito mi fa Veramente infuriare.

Va bene. Ci dica… CosahaCombinatosuomaritoperchéleioggièQui?

Quel fetente !

Ma sta’ zitta strega! Perché non racconti dove sei stata ieri? Eh? Con chi sei uscita ieri sera? Dillo a Tutti. Poi vediamo che brava moglie che sei.

Cosa? VuoiDireaTuttidiCosastaparlandotuomarito, Maisha.

Ma che c’entra! Sono uscita con il Mio capo. Era una serata di lavoro. Seipropriocretino.

Si , una serata di lavoro.

Eh allora tu con le Tue amichette del-Tuo-di-lavoro?

Sai quante donne ci sono in officina? MatiRendiConto? Ha visto signora Maurizia ? Mi fa impazzire. Vede corna dappertutto!

Si, Ma Anche tu … Non ti fidi del suo capo…

Scusa Maurizia , scusa Maurizia, ma Secondo-Me-fa-bene!

Scusa Jolanda ma ilDibattitoloFacciamo-dopo. Adesso parlano Mirko e Maisha. Prego.

Scusa Maurizia ma dovevopropriodirlo.

E c’ha ragione la signora. Lo vedi ? E poi cos’ècheVuoidame?

Tu sei un Pessimo-Padre! NonstaiMaicoiTuoifigli.

Guarda che Iolavoro.

AnchIolavoro, Sai?

Si lo vedo che bel Lavoro che fai.

Ma pensa al tuo che ci fa arrivare giustoallafinedelmese.

Il mio è un lavoro che però ti fa anche Comprarelapelliccia.

Ma quale pelliccia? Al massimo un cappotto di lanetta. Ma vola basso , Bello!

Bè, almeno sono bello. Tu nemmeno Più quello.

Allora c’ha ragione che è un cafone!

Scusa ma vale lo stesso discorso di Jolanda anche per te, Stella.

Scusa Maurizia , ma laMaleducazioneNoLaVolgaritàNo, non le accetto .

Glielo dica signora. A sto ’ animale.

Le chiedo scusa signora. Chiedo scusa a tutti. Ma sta’ donna mifadirecosebrutte… Cose che non penso… Maurizia… Lo vedi?

Si, lo vedo. Ma veniamo al VeroMotivopercuisieteQui. Al Dramma famigliare che ha Sconvolto il vostro equilibrio.

Se mai c’è stato un equilibrio… Maurizia.

Tra di Noi, tu, Maisha, mi dicevi che UnaVoltastavatebene, eravate felici. Sbaglio?

E’ vero Maurizia, te lo dico io. Una volta anche lei eradiversa. Piena di attenzioni per me.

Ma che Vuoi? Per me vengonoPrimaiMieifigli.

Si vede come li curi! Non sai nemmeno che il più grande facertecose…

Ma che dici! Sei Tu che Sei malato! Ma con che faccia dici certe cose?! Non ti Vergogni di quello che hai fatto?

Puòcapitare…

Allora, Finalmente. Maisha, di’ a Tutti cosaE’Successo.

E’ successo che proprio l’altro giorno… Quando sono tornata dal lavoro, a casa c’era uno solo dei miei figli e l’altro Era a scuola. Aspettava che Qualcuno lo andasse a prendere.

Non gli è mica successo niente di male.

Ma stai Almeno muto. Deficiente! Lasciare così un ragazzino! Vergognati!

Lo sai che quel giorno ho la partita di calcetto con gli amici.

Te l’avevo detto che non Potevo andare io quel giorno! Sei un Egoista! Ecco cosa sei! NonrinuncinemmenoalcalcettoperTuofiglio.

E tu che non hai mai voluto che imparasse a prendere l’autobus?

CimancaanchequestoperfarmiPreoccupare!

Ti preoccupi di tutto! Crescerai dei figli pieni di paure.

Ha parlato RiccardoCuordiLeone… Ma fammi il piacere!

Allora è andata Così? L’altro giorno  hai dimenticato Tuo figlio a scuola per andare a Giocare con gli amici?

Si, Maurizia . Manonècomesembra. Perché io non vado mai a prendere i miei figli a scuola. A quell’ora lavoro. Tranne il giovedì quando vado a giocare a calcetto . Mi merito una pausa e faccio anche un po’ di movimento.

Ma quando cresci?

Si, però non ti lamenti quando mi dici che un po’ di movimento mi fa proprio bene al fisico, eh?

Si, quando mai. PensaancheaiTuoifiglicheèMeglio!

SonoancheiTuoidifigli!

Sei un Padre Pessimo!

E tu sei una Poveraccia !

A’mbecille!

Ok, Ok… Abbiamo capito. Cosa hai da dire , alla fine, a tuo marito prima che si AprailDibattitoconilNostroPubblico?

Voglio solo che RiflettasuchePadreè e cerchi di Migliorare.

Mirko, vuoi dire qualcosa, l’Ultima, a tua moglie?

Si, che Cercherò di cambiare a patto che anche lei si comporti Meglio nei miei confronti.

Ma che dici!? Sei tu che sei un cafone, ignorante.

Senti che classe che hai tu , invece!

Ok. Adesso basta. Devo chiedervi di andareDietrolequinteeLasciarecheilNostroDibattitoPossaCominciare.

GrazieMaurizia.

Si, grazieMaurizia.

…Maisha e Mirko escono dall’ inquadratura.

Maisha pare avere una grande fretta. Mirko è più tranquillo.  Attutite, sentiamo ancora alcune parole mentre la coppia segue il corridoio affollato di comparse, truccatori, tecnici, produttori.

Cosa ne pensate dei nostri coniugi di oggi?

E’ una vergogna la coppia italiana!

Per favore! Tu ce l’hai sempre con tutti!

Ho il diritto di dire quello che penso, io!

Secondo me invece stavano bene insieme. E’ solo una crisi passeggera!

Ma quando mai?! Quello si dimentica il figlio!

Si lasciano! Te lo dico io !

Ma sta’ zitta che hai già parlato anche troppo!

Sei solo un maschilista!

Befana!

Cretino!

Maurizia, mi sta insultando!

Piagnone!

Ma perché non te ne vai!? Sei antipatica!

Ma perché non te ne vai tu?!Ciccio! E fai venire un vero uomo.

Sai a te che ti dicono i veri uomini?

La truccatrice aiuta Maisha a togliere un po’ di fondotinta dal viso, lei non si ferma,  continua a camminare.

Scusa cara, ma devo prendere un aereo, sono un po’ di fretta.

Mirko cammina più lentamente, si ferma un attimo a salutare uno degli attrezzisti. Arrivato davanti all’ingresso della zona camerini si volta e fissa per un attimo lo studio. Tutte quelle luci e i suoni. Tutto quel trucco. Ha sempre un certo fascino, la vita sotto i riflettori. Non che la carriera di Mirko sia ancora decollata ma arriverà anche quel momento. L’importante è continuare a lavorare. Conoscere persone, stringere mani.

Maisha raccoglie la valigia già pronta, nel suo armadietto nella zona dei camerini comuni. Afferra la giacca, un cappotto di lana azzurra, lungo fin sotto le ginocchia, e s’infila veloce verso l’uscita. D’un tratto si blocca. Si tocca allarmata nella tasca destra della giacca. Poi il suo viso si distende, estrae dalla tasca un telefono cellulare, molto piccolo e femminile. Digita alcuni tasti e si porta all’orecchio l’apparecchio.

Ciao, sono io. Sto uscendo adesso. Ci vediamo all’aeroporto, ok ? Ok, un bacio. Ciao.

Rimette il telefono in tasca ed esce contenta del suo appuntamento. Del suo viaggio che verrà.

Mentre Maisha esce, Mirko entra nel camerino.

Ciao Carlo. Ci vediamo.

Maisha bacia Carlo e mentre si allontana si volta e lo saluta con la mano. Come fanno i bambini.

Ciao  Carmen.

A Carlo piace Carmen. Non al punto di diventare suo marito, è chiaro. Però una serata, da qualche parte, la passerebbe volentieri con quella ragazza. Ma adesso è meglio che si sbrighi per andare a casa. Perché una moglie già ce l’ha. Si chiama Rita. Lei lavora come impiegata: risponde al telefono, scarica e carica dati al computer, riceve e invia fax, cose di questo genere. Carlo è convinto che sia un lavoro davvero noioso. Infatti lo è, ma Rita è una donna troppo piena di vita per farsi schiacciare dal peso del lavoro. E’ per questo, per alleggerire un po’ questo peso, che, mentre Carlo esce dagli studi televisivi, lei sta nel bagno dei dirigenti, con un certo Roby delle pubbliche relazioni. Cerca di sconfiggere la noia e risultare simpatica ai superiori, nello stesso tempo. E’ una donna furba Rita e le piace scopare. Carlo questo lo sa bene perché è dal liceo che lui e Rita stanno insieme. In tutto sono undici anni e il matrimonio comincia a pesare a entrambi. Soprattutto dopo nove anni di fidanzamento. Forse si sono sposati solo per fare contenti i genitori di entrambi. Solo per continuare a uscire con gli stessi amici, ormai tutti sposati. Per non essere, alla fine, troppo diversi. Il tempo dei divertimenti era finito ormai. La fortuna di Carlo è il suo lavoro. Non fa che ripeterselo. Non è un vero lavoro. In effetti non si riesce proprio a vivere tranquilli come facendo altri mestieri. Quello dell’attore non permette certi lussi. Solo se sei ricco e famoso… Carlo pensa che ci sia poco spazio per lui che non conosce nessuno. Pensa che conoscere quanta più gente possibile sia indispensabile e necessario. Così non si risparmia nel  collezionare amicizie nuove , chiede e porge numeri di telefono. Pensa sempre alle possibilità offerte da una persona o da un’altra. Spesso va a cena con gente appena conosciuta. Allarga il suo giro. E’ un’ossessione per lui. Carlo non fa selezione. Vuole conoscere tutti quelli che stanno nell’ambiente. Sono tutti utili, per lui… Pensa a questo ma non pensa veramente a quello che dice, a come lo dice… Parla con la gente come una segreteria telefonica.

Salve, mi chiamo Carlo. Sono un attore. Ho fatto questo e ho fatto quello. Ho nuovi progetti, molti nuovi progetti. Magari possiamo vederci uno di questi giorni. Andiamo a cena. Questo è il mio numero. Mi lasci il tuo? Grazie. Ciao.

Sempre lo stesso ritornello. Rita no, lei sa qual è la via più veloce per fare carriera. Ormai è stanca di Carlo. Intuisce che non andrà lontano facendo l’attore. Rita vuole di più. Adesso prova a vedere se Roby delle pubbliche relazioni può darglielo. Lui le dirà…

Allora mi lasci.

Si. Dirà Rita.

Non mi hai mai amato, vero? Chiederà lui.

Certo. Era tanto tempo fa.

Carlo si siederà e la guarderà andare via , perché anche lui lo sapeva. A pensarci bene, crede che  può perfino individuare quel momento preciso. Finito il tempo in cui litigavano sempre, per qualsiasi cosa. Appena prima che cominciasse il periodo in cui non mettevano più entusiasmo nemmeno nell’insultarsi.

Con un filo di voce Carlo dirà:

Puttana.

E lei, dritta sulla porta, con la valigia in mano lo guarderà senza offesa.

Fallito. Dirà.

Per poi folleggiare, leggera, fuori dalla vita di Carlo, verso l’auto che l’aspetta di sotto.

Giorgio aspetta ad una delle entrate dell’aeroporto. Con sé ha una valigia , dentro solo l’indispensabile. Sotto il cappotto abiti leggeri. E’ pronto ad andare incontro alla primavera e atterrare in un’altra estate. E’ una vacanza più che meritata. Tornato dalla Cina continentale si sentiva infreddolito ma carico di nuova energia. Ha risolto gli affari della sua ditta in poche settimane e adesso si sente pronto per una nuova avventura. Al mare, questa volta. Ai tropici. Lo aspettano più di dieci ore di volo ma trascorreranno pregustando il momento di gettarsi nell’acqua limpida e calda dei Caraibi. Forse cercherà anche di allargare il suo giro d’ affari. Dicono che ci siano buoni investimenti da fare laggiù, e Giorgio non vuole farsi scappare l’occasione di qualche entrata extra. Aspetta impaziente di vedere apparire la sua compagna di viaggio.Carmen. Si sono conosciuti due mesi fa. Stanno molto bene insieme, si divertono come due bambini. Non hanno mai litigato ma lui non si fida. Lo sa che lei non lo ama, ma la vuole lo stesso con sé. A letto sono entrambi fantasiosi e lui crede che questa sia una buona occasione per soddisfare ogni desiderio. Pensa che sia un peccato però… Perché crede che lei sia stupenda. Se non fosse come tutte le altre , interessate solo ai suoi soldi. Si divertirà con lei e poi la scaricherà appena rientrato in Italia.

Ed ecco che arriva Carmen. Il taxi l’ha lasciata poco lontano. Trascina la sua valigia sorridendo a Giorgio . Sta pensando a quanta sia la sua voglia di conoscere meglio questo uomo incredibile. A come sfrutterà questo viaggio per aprirsi completamente nei suoi confronti . Gli rivelerà che anche la sua famiglia è ricca. Sta pensando a come lo farà impazzire e innamorare di lei. Non potrà più lasciarla.

Ciao Amore. Dice Carmen a Giorgio.

Ciao bellezza.  Dice lui baciandola.

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